Un’altra tragedia sul lavoro a causa del caldo nelle campagne lombarde. In provincia di Cremona è morto un ragazzo di soli 19 anni: con altri lavoratori era impegnato nella raccolta dei pomodori nella golena di Stagno Lombardo. Georghe Marian Burjan, questo il suo nome, era di nazionalità romena ed era un bracciante stagionale.
“Cordoglio e rabbia si mescolano in questo drammatico momento – scrive in un comunicato la Fai CISL Lombardia – in attesa che l’autorità giudiziaria stabilisca se è stata rispettata l’ordinanza che in presenza di temperature estreme vieta il lavoro in precisi orari della giornata”.
Georghe Marian Burjan è la quarta vittima riconducibile al caldo estremo nelle campagne della Lombardia. Prima di lui hanno perso la vita: l’agricoltore Giuseppe Vispa, 58enne di Somaglia in provincia di Lodi; Haddar Taher, 55 anni, di origine marocchina, morto mentre raccoglieva angurie a Borgocarbonara nel mantovano; Stefano Vicentini, agricoltore di 66 anni di Roverbella, sempre in provincia di Mantova.
“Morire di caldo sul lavoro è davvero inconcepibile: – conclude Fai Cisl Lombardia – occorrono azioni coordinate, controlli, informazione e formazione. I fenomeni di caldo estremo non sono un’emergenza passeggera, ma una realtà che chiede a tutti consapevolezza del problema e volontà di cambiamento nelle modalità e nei tempi di lavoro”.